Ospedale di Fossombrone, comitato: “Non vogliamo fare la fine della rana bollita!”
Continua la raccolta di firme del comitato cittadino in favore dell'ospedale locale: "Non vogliano fare la fine della rana bollita che si adatta al calore tanto da rimanerne uccisa!"
FOSSOMBRONE – La raccolta delle firme per non depotenziare quel poco che resta dell’ex-ospedale di Fossombrone continua e i cittadini stanno rispondendo con grande partecipazione.
“Proprio come accadde due anni fa – affermano in una nota i membri del Comtiato cittadino pro Ospedale – quando chiedemmo un (inutile) consiglio comunale monotematico sulla sanità al Sindaco Berloni, registriamo grandi delusioni e grandi frustrazioni da parte dei forsempronesi e non solo.
In molti, infatti, hanno preso l’auto anche da comuni limitrofi per portarci il loro contributo. Possiamo solo dire che gli umori dei cittadini stridono parecchio con le dichiarazioni del “va tutto bene” del Direttore di AST Carelli e con la “soddisfazione” del Sindaco Berloni e del vicesindaco Chiarabilli.
Vogliamo però replicare al dott. Carelli che, le nostre dichiarazioni non sono “voci non verificate” e non le abbiamo diffuse per creare “disorientamento fra la gente”, ma, lo ribadiamo, sì lo ribadiamo, sono tutte preoccupanti testimonianze degli operatori.
Il personale è stanco di lavorare in condizioni infelici mettendoci la faccia, stanco di arrabattarsi fra carenza di strumentazione e deficit di organico.
Ci ha spiazzato l’inaspettata visita del Direttore AST presso il nostro nosocomio, visto che, avendoci invitati ad un confronto, gli avevamo inviato una mail (senza risposta) chiedendo un incontro che invece, è stato organizzato successivamente solo con il comune.
Siamo poi sconcertati – continua il Comitato – dalla richiesta fatta a Berloni di avere “un quadro generale della realtà sanitaria del comprensorio”, ma Carelli non dovrebbe esserne già informato?
Cosa dire poi dei commenti di Sindaco e Vice quando dicono “occorre una nuova cultura nell’approcciarsi con la sanità del nostro tempo che ha subìto una inevitabile evoluzione”.
Quale sarebbe l’approccio a questa “inevitabile evoluzione”? Abituarsi al continuo smantellamento del nosocomio forsempronese? L’unica “nuova cultura” che viene in mente si chiama “privatizzazione” e non ci piace per nulla.
Insomma, non vogliamo fare la fine della rana bollita che si adatta al calore fino a rimanerne uccisa, perciò, ci vedremo nella mattinata di sabato 23 nel Corso di Fossombrone, continuando la raccolta firme da consegnare alla Regione”.