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Lutto nella sanità pesarese per la morte di Stefano Loffreda

Aveva diretto i pronto soccorso di Pesaro e Fano. Si era poi trasferito in Arabia Saudita per una nuova esperienza professionale. Si è spento a Milano.

stefano loffredaPESARO – Lutto nella sanità provinciale per la scomparsa di Stefano Loffreda all’età di 57 anni.

Nato a Napoli, si era laureato in medicina e chiurugia all’Universita di Bologna. Aveva diretto i pronto soccorso di Pesaro e Fano prima di trasferirsi per una esperienza professionale in Arabia Saudita. Qui di seguito il cordoglio dell’Azienda Sanitaria Territoriale.

“È con profondo dolore e sentita commozione che l’Azienda Sanitaria Territoriale di Pesaro e Urbino apprende la notizia della prematura scomparsa del Dottor Stefano Loffreda.

Già Direttore del Pronto Soccorso degli ospedali di Pesaro e Fano, Loffreda lascia un vuoto significativo nella sanità marchigiana e in tutti coloro che hanno avuto l’onore di conoscerlo e collaborare con lui.

Ha rappresentato un pilastro fondamentale per la medicina d’urgenza nella nostra regione. Ha dedicato anni della sua vita con eccezionale professionalità e instancabile dedizione al benessere dei pazienti e al costante miglioramento dei servizi sanitari.

La sua profonda umanità, unita a una leadership esemplare, lo ha reso un dirigente e un medico di riferimento. Ha saputo guidare con competenza e passione le équipe del Pronto Soccorso, affrontando con determinazione le sfide quotidiane e garantendo sempre un’assistenza di altissimo livello.

Anche dopo aver intrapreso una nuova esperienza professionale a Riyadh, il Dottor Loffreda ha mantenuto un legame indissolubile con il nostro territorio e con i colleghi che lo hanno sempre stimato e apprezzato per le sue doti umane e professionali.

In questo momento di grande tristezza, l’AST PU esprime le più sentite condoglianze alla famiglia, ai suoi cari e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Il suo ricordo e il suo prezioso contributo rimarranno indelebili nella storia della nostra sanità e nei nostri cuori”.

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