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“La candidatura di Gambini è una deriva a destra del PD”

Dura presa di poziione della federazione provinciale del Paritito Comunista sulle scelte compiute dal Paritto Democratico

Maurizio Gambini sindaco di UrbinoPESARO – La federazione provinciale del Partito Comunista interviene sulla candidatura sostenuta dal Partito Democratico del sindaco di Urbino Maurizio Gambini a presidente della Provincia

“Se non fosse paradossale la querelle sulla candidatura del sindaco di destra di Urbino a presidente della Provincia di Pesaro Urbino, proposta ed incentivata dal gruppo dirigente del PD, sarebbe una delle tante battute estive da fare sotto l’ombrellone.

Si tratta di decisioni sorprendenti, ma non per chi, come il PCI, da anni denuncia ai settori popolari e sinceramente democratici la totale deriva a destra del PD, tanto che c’è qualcuno all’interno di quel partito che si scandalizza (e questa è comunque una buona cosa) e non vuole accettare tale corsa a destra.

Il problema più evidente – continua la nota – che costoro non riescono a risolvere, è quello dell’impossibilità di opporsi a queste scelte all’interno dello stesso PD. In altre parole, una sorta di gruppo dirigente, in pochi e sempre gli stessi, che nei meccanismi decisionali, senza consultazioni popolari dal basso, fa e disfa a suo piacimento, e a seconda di interessi non popolari.

Le continue sconfitte elettorali nella nostra Provincia, a partire dalle elezioni regionali, fino a quelle nei piccoli comuni, non hanno insegnato niente a costoro e, come suol dirsi, non ritengono neppure di iniziare a studiare.

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Basta leggere le incredibili giustificazioni per la scelta di Gambini per comprendere la nullità ideologica e culturale che li caratterizza. Cosa possano c’entrare tali scelte, nella logica della Sinistra maiuscola, è assolutamente evidente: assolutamente nulla.

Non serve che ora vogliano spiegarci la strategia per non far vincere la destra, quando loro stessi praticano e diffondono la pratica della destra.

Non più gli interessi popolari reali, ma il rincorrere strategie che possano legittimare interessi economici ed altro, per pochi gruppi e persone.

Vogliamo dirlo con estrema chiarezza – termina la nota – riteniamo che in questa deriva ideologica e culturale, oltre all’oggettivo disprezzo verso coloro che ancora li votano, ci sia un sottile filo nero che li unisce, a partire da Riceci fino ad oggi, e che MMS appare essere la chiave di queste operazioni, compresa la scelta di Gambini.

Il PCI andrà in piazza per denunciare, e chiede alle persone che si scandalizzano di respingere con noi queste pratiche vergognose”.

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