FANO – Un fiume di gente, centinaia e centinaia, qualcuno ha parlato di mille persone, ha sfilato con una piccola luce per tenere ancora accesa la speranza per Gaza dal centro della città al mare.
L’iniziativa è stata promossa da Mediterranea, Banca del Gratuito, M.I.R. Movimento Internazionale della Riconciliazione, Scuola di Pace della diocesi, Lupus in fabula, ANPI Fano, Donne in nero, ARCI Fano, Al Fihriyat, Circolo Gramsci, Apito Marche, Africa Chiama, Femina, Action Aid, Fuoritempo, Emergency, Mondo Solidale, SPI CGIL, Ufficio Pastorale Migrantes, GAS Fortuna Fano, Millevoci.
Dopo la lettura del testo di indizione dell’iniziativa proposta, in tutta Italia, da Tomaso Montanari e Paola Caridi, il lunghissimo serpentone ha attraversato il ponte sul canale e ha concluso il suo percorsosi nel piazzale sotto il faro, ricevendo applausi ed attenzione dalla tantissima gente presente al Lido di Fano.
L’iniziativa aveva l’obiettivo di chiedere al governo italiano di fermare immediatamente la fornitura di armi ad Israele e applicare sanzioni al governo israeliano, porre fine all’occupazione illegale dei Territori palestinesi e fare entrare gli aiuti umanitari per aiutare un popolo ridotto alla fame.
Al termine sono stati letti gli interventi di due donne ebree, Edith Bruck e Anna Foa.
Edith Bruck, scrittrice e poetessa, sopravvissuta ad Auschwitz, dove venne deportata che era ancora bambina, parlando di Gaza e dei crimini di Netanyahu, ha detto: “Netanyahu sta provocando uno tsunami di antisemitismo, perché tutti identificano gli ebrei con il governo israeliano.
Ma la maggioranza degli ebrei e degli israeliani non è assolutamente d’accordo col governo Netanyahu. Gli israeliani devono protestare di più. Questo è il momento di ribellarsi. Tutti, nell’esercito, dovrebbero ribellarsi e non eseguire ordini che sono disumani. Bisogna dire di no.
Usare Dio per uccidere è una cosa mostruosa. Lo hanno fatto tutti, anche i nazisti. Le vite dei palestinesi a Gaza vengono trattate come vite di serie b. È l’ora di creare uno Stato palestinese, a quel punto cambierebbe tutto”.
Anna Foa è una scrittrice e giornalista ebrea. Ha scritto queste parole:
“In questi giorni terribili, in cui le bombe israeliane continuano a cadere su una Gaza ormai quasi totalmente distrutta e sui suoi abitanti indifesi e in cui Israele appare sempre più isolata di fronte al crescere della reazione dell’Europa e del mondo, un nuovo dilemma si propone all’opinione pubblica israeliana dando vita a un dibattito finora assente, quello sull’obbedienza.
Su HaAretz Gideon Levi, il giornalista più noto e il più impegnato da anni nella difesa dei diritti dei palestinesi, ha scritto che “ci si può rifiutare di obbedire ad ordini di questo genere. Se i soldati non avessero obbedito a questi ordini, la situazione a Gaza non sarebbe arrivata a questo punto”.
E ora – concludono gli organizzatori – vediamo se daranno dell’antisemita anche a loro.