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Alla Memo, si parla di Giovinezza con il poeta Valentino Ronchi

Ultimo appuntamento della rassegna "Con le parole giuste"

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Valentino Ronchi

FANO –  Ultimo appuntamento per l’ottava edizione della rassegna “Con le parole giuste” dedicato alla parola GIOVINEZZA.

Secondo il vocabolario Treccani la giovinezza è “l’’età intermedia tra l’adolescenza e la maturità, e per estensione tutta la prima età dell’uomo (contrapposta a vecchiezza)”. A narrare di questa bella e struggente fase della vita umana sarà il poeta Valentino Ronchi nel corso dell’incontro che si terrà giovedì 4 aprile alle ore 18 alla Memo-Mediateca Montanari avente il sottotitolo “La vita, la poesia e la linea d’ombra”.

Ronchi dialogherà con la professoressa Agnese Giacomoni, presidente della Consulta della Cultura del Comune di Fano.

Valentino Ronchi, classe 1976, ha pubblicato due libri di poesia, L’epoca d’oro del cineromanzo (nottetempo 2016) e Primo e parziale resoconto di una storia d’amore (nottetempo 2017), e ne ha un terzo in uscita per l’editore Fazi. Con lo pseudonimo Massimiliano Varnai scrive di bibliofilia: del 2016 è “Il catalogo è questo. Guida ragionata alle opere prime di poesia pubblicate negli anni Settanta e Ottanta” (Unicopli), dell’anno in corso “Dov’è finito il pellegrino? Storie e vicende di cento libri che non si trovano più in libreria” (ItalicPequod).

Ma, esiste ancora la poesia oggi, al tempo dei social? “La poesia esiste – ha risposto Ronchi – oggi e da sempre, e durerà quanto l’uomo, non è così facile liberarsene… È un vezzo, un vizio – o forse una normalissima abitudine – a noi connaturato. Non solo la poesia che finisce stampata sulla carta, ma, e forse di più, anche il vivere poeticamente, il capire le cose attraverso la poesia e in modo poetico: tutte cose che più o meno fan parte del singolo uomo e che quindi, in qualche modo non ben precisato, entrano in ogni forma di relazione e comunicazione, social compresi. Era romantico telefonarsi da un cabina o scriversi messaggi in foglietti ripiegati, ma non credo certo per questo che la poesia riguardi solo per le generazioni precedenti.

Nel mio intervento a Con le parole giuste parlerò di giovinezza: appoggiandomi a La linea d’ombra di Conrad, distinguerò una prima – assoluta – giovinezza da una seconda, ormai contigua alla maturità. E legherò insieme le apparentemente infinite possibilità della prima giovinezza proprio alla possibilità e alla voglia di fare poesia, di esprimersi in forma poetica”.

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