Il Metauro
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Addio a Marco Manoni

Ha incontrato decine di bambini e bambine delle scuole primarie per raccontare la vita quotidiana delle nostre comunitià negli anni '40,'50 e '60.

Marco ManoniLUCREZIA – Marco Manoni si è spento all’ospedale di Fano all’età di 87 anni. “Nonno Marco”, così era chiamato dalle decine di bambini e bambine delle scuole primarie del territorio che incontrava per raccontare il periodo della seconda guerra mondiale, della ricostruzione fino agli anni ’60, anni che lui aveva vissuto in prima persona.

Marco aveva la grande passione per il racconto e le sue storie sono diventate una rubrica seguitissima sul “Giornale del Metauro” a partire dal 2010.

Aveva un look che lo rendeva immeditmente riconoscibile: rasato, bandana in testa e un bastone in spalla con appesa una “gluppa” per accompagnare le sue lunghe camminate per il territorio, almeno dieci chilometri al giorno.

Raccontava con orgoglio che in tanti lo riconoscevano come l’autore delle “Storie di Marco” pubblicate sul Metauro e lo fermavano per ringraziarlo perché i suoi racconti risvegliavano i ricordi di coloro che quei tempi li avevano vissuti. Era orgoglioso di questo, così come era orgoglioso di andare nelle scuole a raccontare un mondo che oggi non esiste più.

Tutte qulle storie sono diventate un libro voluto dall’Associazione Vivere Sereni di Villanova che rimane a memoria di Marco e del suo prezioso impegno per la collettività.

“La storia – avevamo scritto nell’introduzione del volume – non è solamente quella scritta nei libri che studiamo nei banchi di scuola ma, in forma meno evidente ma altrettanto incisiva, è quella che scrive, ognuno di noi, ogni giorno, con le proprie azioni, le relazioni umane e, soprattutto, i sogni ed i progetti che tentiamo di realizzare nel corso della nostra esistenza. Una storia minore che ha plasmato le nostre comunità e per questo altrettanto importante.

E’ con questa convinzione che abbiamo iniziato a pubblicare, già nel 2010, i racconti di Marco Manoni nelle pagine del Giornale del Metauro. Storie semplici e, proprio per questo, estremamente vere che descrivono il modo di vivere dei nostri nonni e dei nostri genitori.

Le difficoltà degli anni della guerra, la centralità del lavoro dei campi, l’importanza degli animali che erano fonte di sostentamento per le famiglie, per poi arrivare al dopoguerra ed al boom economico degli anni ‘60. In quelle storie tanti si sono riconosciuti, hanno ritrovato il loro passato.

Mentre per altri, soprattutto i più giovani, questi racconti hanno rappresentato una vera e propria scoperta. «Ma davvero si viveva così?» Certo, come quando ci aveva raccontato Marco, in occasione del giorno della cresima, il babbo gli aveva costruito le scarpe con le pelli di un povero cagnolino morto. L’immagine dei nostri centri commerciali stride con quei flash di memoria in cui la bottega di paese era un lusso e, per la mancanza di soldi, si utilizzava il baratto delle merci!

Sorrisi, dolori, storie liete e meno messi insieme attraverso una scrittura semplice, vera, che arriva al cuore, dei grandi e dei più piccoli. Si, perché Marco dalle pagine del Giornale e grazie alla lungimiranza di qualche insegnante, ha iniziato a visitare le classi e a raccontare ai bambini il suo “piccolo mondo antico che, come ricorda con una certa malinconia, non ritornerà più”.

Ne è venuto fuori un esperimento eccezionale che ricostruisce i fili di una memoria tra generazioni, cronologicamente non troppo lontane, ma nei fatti distanti anni luce. Ecco quindi anche il progetto di riconnettere generazioni lontane, operazione necessaria, oggi più che mai, perché chi non conosce il proprio passato non è in grado di costruire o progettare il proprio futuro”.

Marco Manoni è stato questo e tante altre cose.

Per coloro che vorranno dare l’ultimo saluto a Marco, il funerale sarà celebrato giovedì 30 ottobre alle ore 14.30 nella chiesa parrocchiale di Lucrezia. La salma sarà poi tumulata nel cimitero di Cartoceto.

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