A San Giorgio di Pesaro una chiesa da salvare
La chiesa di Santa Filomena in località Sacramento versa in condizioni pessime. L’appello di un cittadino affinché si intervenga prima che sia troppo tardi

TERRE ROVERESCHE – L’appello di Gabriele Polverari, architetto e cittadino di Terre Roveresche, ha portato all’attenzione la situazione di grave degrado in cui versa la chiesa di Santa Filomena Martire nella frazione di Sacramento.
LA STORIA
“La chiesa – ricorda Povlerari – fu fatta erigere dal parroco don Domenico Branchini nei primi dell’800 in sostituzione di quella del Poggio in quanto fatiscente ma, per vari motivi, dopo poche celebrazioni venne abbandonata.
Molti anziani del posto ricordano comunque che negli anni ‘60, per un certo periodo vi si celebrava Messa ogni sabato e il 13 agosto si festeggiava Santa Filomena. Venne poi successivamente abbandonata e fatta usare da un privato come cantina e magazzino”.
L’ARCHITETTURA
“Ho voluto visitare la Chiesa insieme a Bruno Branchini – afferma Polverari – che ringrazio per averla aperta ed aver dato tutta la sua disponibilità. Mi ha colpito la sua struttura architettonica così particolare: una pianta carolingia molto rara, con unica navata centrale e due absidi opposte, un coro ligneo sopra l’ingresso, quattro confessionali ricavati negli angoli di risulta tra la parete esterna e l’involucro interno, ricavato a sua volta nello spazio di soli 30 metri quadrati ed arricchito da una composizione architettonica rigorosamente simmetrica ed armonica al tempo stesso.
Il soffitto delle due absidi – continua Polverari – è a cassettoni ricavati da una nervatura in legno e rivestita in gesso con al centro motivi floreali e quella d’ingresso, sopra il coro, sfrutta, tramite un invito ricavato nell’abside, l’unica finestra per illuminare tutto l’ambiente.
Al centro del soffitto insiste una cornice ovale da dove si diramano otto nervature. Sono ancora visibili all’interno di questa cornice tracce di un affresco che è stato completamente e volutamente cancellato, come tra l’altro quello che doveva esserci nella riquadratura della parete dietro all’altare.
Il numero otto – aggiunge Polverari – che si ripete anche nella forma in pianta del soffitto, ha un significato particolare nella dottrina cristiana: l’ottavo giorno rappresenta la trasfigurazione e il Nuovo Testamento.
Il numero otto inoltre richiama il simbolo dell’infinito e l’abside si ricollega al simbolismo del cerchio che assimila la chiesa al cielo, ecco che ci sono tutti gli ingredienti per poter dire che nulla è stato lasciato al caso”.
LA SITUAZIONE ATTUALE E L’APPELLO
Nonostante l’incuria e l’abbandono di secoli, in particolare degli ultimi decenni, le infiltrazioni continue d’acqua, le parti del controsoffitto che ogni tanto si staccano (dopo le frequenti piogge è crollata una notevole porzione di abside) il totale degrado dovuto anche alla mano dell’uomo che ha reso questa chiesetta un magazzino, violentata e spogliata di oggetti di culto preziosi e quanto altro, l’edificio sta ancora resistendo, e credo che questo se non un miracolo è comunque un segno importante.
Spero vivamente – conclude Polverari – prima che sia troppo tardi, che la chiesa venga urgentemente ristrutturata soprattutto per quello che rappresenta, non solo per gli abitanti del Sacramento tra l’altro molto devoti alla Santa e affezionati alla Chiesetta, ma per tutta la nostra comunità”.


