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A Saltara la Processione del Cristo Morto

Nel giorno di Venerdì Santo nel borgo di Saltara rivive l'antica processione del Cristo Morto ripristinata nel 1847

processione 2024 fotografo Vincenzo BaldeschiSALTARA – Venerdì 18 aprile dalle ore 21 è in programma la Processione del Cristo Morto nelle vie del borgo antico. Una tradizione di origine medievale ma ripristinata nel 1847 dalla “Confraternita della Maria Santissima Addolorata”.

LA PROCESSIONE

Alle ore 21.00 parte una lunga processione di oltre 250 figuranti in costume d’epoca dalla Chiesa della Villa: soldati romani a piedi e a cavallo aprono il corteo e, insieme al centurione, scortano il “Cireneo”, figura emblematica della processione, che per penitenza porta una pesante croce e cammina scalzo e incappucciato. La sua identità è mantenuta segreta, suscitando fascino, curiosità e profonda commozione tra i partecipanti e gli spettatori.

L’incappucciato è seguito poi dalle quattro Confraternite locali con le loro medaglioni e lampioni antichi, quindi gli apostoli, le pie donne e i popolani, tutti impersonati dagli abitanti che con passione tengono viva la tradizione da quasi due secoli, a passo lento e riflessivo, cadenzato dal suono dei tamburi.

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Alla termine della processione l’antico cataletto su cui giace la statua del Cristo Morto appoggiato sulle ginocchia della Madonna Addolorata.

cristo morto saltaraSCENE DELLA VIA CRUCIS

Lungo il percorso della processione sono allestite scene viventi della Via Dolorosa, per immergersi completamente nello spirito di questa antica tradizione. Il centro storico di Saltara, illuminato da fiaccole, offre uno scenario incantevole e trasportandoci in un viaggio indietro nel tempo.

MOSTRA “IPOTESI SUL SACRO”

La sera della processione, dalle ore 20, è possibile visitare la Chiesa del Gonfalone, in cui è allestita la mostra “IPOTESI SUL SACRO” di Giulietta Gheller. L’artista è stata chiamata a Saltara per progettare e realizzare una scultura dedicata all’antica statua del Cristo Morto; illustra il proprio linguaggio plastico presentando alcuni suoi lavori di scultura e pittura legati ai temi del sacro e del profano, messi a confronto in una sfida vicendevole sul grado di intensità che il sentire umano può raggiungere.

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