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Biodigestore, Terre Roveresche ricorre al TAR contro la Provincia

Il comune di Terre Roveresche ricorre al TAR contro il provvedimento della Provincia che ha riconosciuto alla ditta Feronia una proroga di 211 per concludere i lavori

area biodigestoreTERRE ROVERESCHE – Il Comune di Terre Roveresche impugnerà davanti al Tar il nuovo provvedimento assunto dalla Provincia sull’impianto di trattamento di rifiuti per la produzione di biometano e ammendante che Feronia vorrebbe realizzare in località Ca’ Rafaneto.

Un provvedimento, con cui la Provincia ha respinto il sollecito inviatole dal Comune a dichiarare la decadenza dell’autorizzazione per il digestore e, contestualmente, ha concesso alla ditta 211 giorni in più per la fine dei lavori, stabilita, ora, al 25 gennaio 2028.

Un prolungamento dei tempi che fa seguito alla proroga di un anno che la Provincia aveva già attribuito a Feronia nell’estate 2023 per l’inizio dell’opera, senza la quale il procedimento si sarebbe chiuso il 26 luglio di quell’anno.

Invece, si è posticipato tutto al 30 giugno 2024. Data, comunque, disattesa da Feronia, che non ha cominciato i lavori neanche entro tale termine, limitandosi alla mera installazione di un cartello di cantiere e a una parziale recinzione dell’area con una rete in plastica non conforme alle norme.

Per questo, il Comune, a cui compete la vigilanza sull’esecuzione dei lavori, il primo luglio 2024 ha comunicato alla ditta la decadenza del titolo edilizio e la conseguente archiviazione del procedimento.

Contro tale atto Feronia ha presentato ricorso al Tar, che con sentenza n. 47 del 27 gennaio 2025 ha stabilito che il Comune si sarebbe dovuto limitare a trasmettere le risultanze del sopralluogo alla Provincia perché è ad essa, avendo rilasciato l’autorizzazione, che spetta dichiararne la revoca (il Tribunale amministrativo si è limitato a questa decisione, senza entrare nel merito del provvedimento che era stato assunto dal Comune).

Ma la Provincia, anziché accogliere la richiesta dell’amministrazione di Terre Roveresche, ha messo nero su bianco che per lei Feronia ha rispettato la data d’inizio dei lavori del 30 giugno 2024 e ha rideterminato la scadenza del termine triennale per la fine degli stessi al 25 gennaio 2028, aggiungendo alla precedente scadenza i 211 giorni intercorsi dal provvedimento di decadenza adottato dal Comune e la data della sentenza del Tar.

“E’ inconcepibile asserire che i lavori siano iniziati regolarmente entro il 30 giugno scorso solo perché è stato affisso un cartello e sono state installate alcune centinaia di metri di recinzione in plastica assolutamente inadeguata per un cantiere di questo tipo e che, per altro, nei mesi successivi è stata quasi cancellata dagli agenti atmosferici – afferma il sindaco Antonio Sebastianelli -. Di fronte a questa nuovo provvedimento della Provincia presenteremo l’ennesimo ricorso al Tar, a tutela dei territorio e dei suoi cittadini, che hanno il sacrosanto diritto di non vedersi minacciare i paesi in cui hanno scelto di crescere le loro famiglie”.

E prima ancora di procedere col ricorso al Tribunale amministrativo contro la Provincia, il responsabile del settore Opere Pubbliche, Governo del Territorio e Ambiente ha già emanato un’ordinanza di sospensione di alcuni lavori eseguiti da Feronia il 20 e il 24 marzo, in quanto non rientranti nel progetto autorizzato.

Un provvedimento, quest’ultimo, e l’imminente ricorso al Tar, che vanno a incrementare gli atti di un procedimento fortemente “sub judice”, in quanto sono ancora pendenti i ricorsi al Consiglio di Stato del Comune e del Comitato a difesa del Territorio contro la sentenza del Tar del 15 aprile 2023 che ha respinto l’istanza di annullamento dell’autorizzazione rilasciata a Feronia dalla Provincia il 7 luglio 2022.

E ad essi vanno aggiunti la richiesta di intervento sull’impianto inviata dal Comitato alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti che si è occupata di Riceci; e l’esposto-denuncia alla Procura della Repubblica in merito alla proroga di inizio lavori al 30 giugno 2024 anch’esso a firma del Comitato.

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