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Madre Teresa di Calcutta patrona del nuovo comune di Colli al Metauro

Si festeggerà il 5 settembre

Madre Teresa patrona colli al metauroCOLLI AL METAURO – Il santo patrono del nuovo comune di Colli al Metauro è Madre Teresa di Calcutta che si festeggerà il 5 settembre di ogni anno.

Piccola, rugosa, ricurva dentro quel saio bianco e  azzurro che le rendono luminoso il volto,  come i suoi occhi scuri e profondi. Umile, con un inglese semplice che comprendono tutti. Sorride sempre. Ma le sue mani sono grandi come il suo cuore. Così la ricordo alcuni fa a Loreto quando ancora nessuno la ricercava per un premio Nobel. Ma per il popolo era già “La santa Teresa di Calcutta”. Si’ perché i santi -diceva il portavoce di Giovanni Paolo II Navarro Vals- prima li fa il popolo con quel “sensus fidei (quel fiuto)” che non si sbaglia, poi interviene la chiesa con i suoi lunghi e costosi processi e infine interviene il dito di Dio con il riconoscimento dei miracoli. Per Madre Teresa tutto questo è stato breve e facile: 19 ottobre 2003 Beata, 4 settembre 2016 Santa. Più di 6.000 sono le sue religiose disseminate in 130 nazioni. 762 le sue comunità  di cui 17 in Italia. Roma. Le suore Missionarie della Carità gestiscono in Vaticano la Mensa dei poveri.

Ma chi era veramente Teresa?
Tanto è stato scritto di lei, tanti anche i films  e i recital, tanta la sua fama perché i santi davvero attirano e ci fanno del bene. “Se metti un santo al giorno toglierai la cattiveria di torno”. E poi S. Teresa piace ai giovani, è simpatica, eroica, serena. Raccomandava alle sue suore di essere sempre allegre. Anche per questo l’abbiamo scelta come Patrona unica del nuovo comune di Colli al Metauro. Sarà un motivo in più per fare festa tutti, il 5 settembre di ogni anno.

Teresa era nata a Skopie nell’attuale Macedonia  il 27 agosto 1910. Nel 1928 entra tra le suore di Madonna di Loreto in Irlanda e insegna per diversi anni ma è inquieta,non è contenta di quella scelta. E’ una suora libera. Arrivata  nel 1948 in India, vedendo tanta miseria, tanti moribondi, tanti bambini abbandonati nelle sozze vie di Calcutta, sente la vocazione di dedicarsi “ai poveri più poveri”. Non sarà facile questa scelta di uscire dalla comunità, di fondare una nuova congregazione religiosa, di avere l’approvazione del papa senza essere considerata un po’ matta o per lo meno avventuriera. Ma lei ama. Ama Dio e ama i poveri. Ama i poveri in Dio nella lunghe preghiere mattutine e lo adora in silenzio. Ma ama Dio nei poveri adorandoli nella carne viva dei moribondi abbandonati per strada, degli straccioni, delle donne  di strada. E’ tutto questo che vuole e fa. Chi può non benedire la sua opera? “Ama – ripeteva alle suore – perché l’amore è l’unica cosa che ti riempie la vita”.

Non è una rivoluzionaria Madre Teresa? Non denuncia solo i mali del mondo ma cerca di curarli. E’ umile, si sente  di essere “la matita di Dio”, è la piccola goccia dell’oceano che Dio renderà migliore anche attraverso di noi.

Il mondo stupisce di fronte  a  questa piccola-grande donna  e le fa tanti riconoscimenti e doni. Nascono così le sue opere. Nel 1979 a Oslo riceve il Nobel per la pace. L’ accetta, purchè venga devoluto ai poveri e purchè il pranzo di gala venga fatto a Calcutta tra i lebbrosi.

Madre Teresa realizza nella sua lunga vita quel binomio cristiano di azione e contemplazione, di  denuncia e annuncio, di amore di Dio e amore dell’uomo, di quella Chiesa in uscita o ospedale da campo che Papa Francesco raccomanda. E tutto questo in semplicità e allegria. Tra le regole che ha dato alle sue suore quando vanno nei tuguri della storia per aiutare, confortare, pregare: 1. Non portate ai poveri vostri problemi personali 2. Siate gioiose 3. Abbiate buon senso in ogni situazione  4. Non imponete mai agli altri le vostre convinzioni religiose. Per questo forse Madre è più conosciuta ed amata tra gli indù, tra i mussulmani e i sihk che tra certi benpensanti occidentali.

La nostra scelta di averla Patrona del nuovo comune di Colli al Metauro credo che sia giusta e bella. Vorrei chiudere questo piccolo ritratto di Santa Teresa con la sua esortazione che sintetizza il suo pensiero e la sua persona:
“NON ABBIATE PAURA DI DARE, MA NON DATE DEL SUPERFLUO. DATE ANCHE QUELLO CHE VI COSTA.. C’E’ UNA GIOIA PROFONDA NEL DARE PERCHE’ QUELLO CHE ABBIAMO RICEVUTO E’ MOLTO PIU’ DI QUELLO CHE POSSIAMO DARE”.

Don Piergiorgio Sanchioni

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