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I gruppi fanesi di opposizione: “La svendita di Fano, atto primo”

gruppi fanesi opposizione fanoFANO – “La giunta  di centro sinistra che affianca il sindaco Massimo Seri e la sua variegata e poco coesa maggioranza, hanno deciso di svendere definitivamente la città di Fano”.  Esordisce così la nota dei gruppi di opposizione fanesi, nello specifico Stefano Mirisola (Forza Italia), Luca Serfilippi (La Tua Fano), Marianna Magrini e Gianluca Ilari (Progetto Fano) e Davide Delvecchio(UDC).

Fano – continua la nota – sta diventando mese dopo mese, da terza città delle Marche a città delle tante “EX”  eccellenze, quasi un sobborgo di Pesaro, soprattutto dopo l’accordo di collaborazione, che è solo l’appoggio politico al sindaco di Pesaro Matteo Ricci, per le prossime elezioni politiche.

Un accordo scellerato, dove si dichiara il  “nulla”, con proposte alquanto assurde e poco serie rispetto ai reali problemi della nostra città.

Siamo diventanti in 3 anni la Fano delle EX: ex città della “Fano dei Cesari”, volutamente soppressa che forse tornerà in voga per le prossime elezioni; ex città del divertimento per i giovani che preferisco ormai recarsi a Senigallia, a Pesaro o a Marotta; ex casa di riposo comunale Don Tonucci svenduta al privato; ex Cecchi a Fano anche se sembrava realizzato si è poi dimostrata un’altra promessa incompiuta. Potremmo ancora continuare con i fallimenti ottenuti da questa giunta che guida Fano.

La vicenda più assurda sarà quella di passare alla storia come la maggioranza che ha decretato la chiusura dell’Ospedale “Santa Croce” di Fano e il definitivo abbandono dello sviluppo dell’aeroporto, senza più pista in cemento e con il serio rischio di perdere tutti gli investimenti pubblici fatti in questi anni.

Dopo questi fallimenti ora si rischia anche di perdere un’altra nostra eccellenza: il Porto Turistico. Prima abbiamo assistito al grande rilancio del porto di Pesaro, nel silenzio imbarazzante degli amministratori di Fano e del Presidente della Provincia, che non coordinata affatto gli investimenti del territorio creando doppioni.

Quello a cui assistiamo è lo svuotamento del porto: prima tutta l’eccellenza della marineria Fanese che si trasferisce a Pesaro e a Senigallia, lasciando il porto di Fano. Emblematica l’uscita in mare alla consueta festa del Mare, senza i pescherecci. Poi le tante imbarcazioni che lasciano il porto turistico per trasferirsi definitivamente al porto di Pesaro e Senigallia, che ha costi annualmente molto meno onerosi rispetto al porto di Fano.

In queste ultime settimane abbiamo avuto notizie poco confortanti sulla situazione finanziaria della società che gestisce il porto di Fano e sembra che il Comune vanti crediti non pagati di ingente entità.

Per questo motivo porteremo in Consiglio  Comunale questa vicenda, per chiedere al Sindaco quali azioni vorrà intraprendere per tutelare un bene pubblico strategico, quale il porto turistico di Fano, visto che ci risulta che il Comune vanti crediti ingenti nei confronti della società che annualmente dovrebbe versare 53.000 euro nelle casse comunali e che garantisce con una fidejussione di 265.000 euro, eventuali crediti non riscossi, previa risoluzione del contratto di concessione che scadrebbe nel 2078.

Come gruppi di opposizione in Consiglio Comunale – termina la nota – valuteremo con attenzione l’attuale situazione, prima che anche questa infrastruttura diventi  l’ennesima “EX” di questa giunta fallimentare”.

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