Gli artisti Pucci, Prima e Di Cecco all’Ipogeo di Piagge

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PIAGGE di TERRE ROVERESCHE – Inaugura Sabato 13 maggio alle ore 18 nella sala Ipogeo la mostra di pittura e scultura degli artisti Alceo Pucci, Annibale Prima ed Enrico Di Cecco. La mostra è organizzata dall’Associazione Pro Art e rimarrà aperta nei giorni di venerdi, sabato e domenica dalle 18 alle 21. Negli stessi orari è visitabile anche la grotta ipogeo.

Durante l’inaugurazione interverrà lo scrittore e Poeta Piero Talevi, noto come “Il Poeta del Metauro”, con alcuni dei suoi versi, ad omaggiare gli Artisti. Al termine un rinfresco offerto a tutti i partecipanti.

ALCEO PUCCI
Alceo Pucci, pittore incisore e scultore, nato a Fano, ha frequentato l’istituto statale d’arte “Adolfo Apolloni”, dal 1967 al 1979 è vissuto a Venezia. Dal 1979 si dedica prevalentemente all’attività scultorea. Le sue opere sono contenute in numerose e importanti collezioni pubbliche e private. Partecipa a numerose mostre, riceve prestigiosi riconoscimenti e viene annoverato da prestigiosi nomi della letteratura.

Scrive di lui Giordano Perelli: “Le creature di Alceo Pucci, genio umanista fuori dal tempo, prendono vita nella sua straordinaria casa museo alle porte di Fano. Scale animate da personaggi misteriosi, porte, alberi che raccontano il magico mondo di uno scultore”
E ancora Alessandro Brunelli: “I suoi esseri rivelano nella costruzione tutto lo sforzo che Pucci fa per alterare le proporzioni del mondo reale, astrarle ed elevarle ad Arte. Quello che rimane è un senso primordiale, una percezione arcaica in cui il tempo sembra essere sospeso”

ANNIBALE PRIMA
Annibale Prima, nato a Bari, Ha una profonda sintonia con la realtà mistica e non con la realtà dell’uomo. Crea forme di espressione irrazionale e primitiva, a carattere magico e simbolico.
Scrive di lui Anna Grossi: “Per Annibale niente più pennello e cavalletto, ma bastoncini per proiettare il colore, lo rovescia dai barattoli, lo strizza dal tubetto.
Una profonda conoscenza del segno, svelato dalle attraenti opere multicromatiche nel profondo rispetto dei parametri visionari dell’artista, una scelta di stile appassionata ed emozionante, un virtuosismo creativo, dove la classicità è messa in disparte.
L’istinto guida la mano di Annibale per dare corpo ad immagini che si agitano nella sua mente, fino a marcare atmosfere e forme, per sempre, sulla tela.”

ENRICO DI CECCO
Enrico Di Cecco, nato a Fano, ha conseguito la maturità all’istituto statale d’arte “Adolfo Apolloni” di Fano, e il diploma di scultore all’Accademia di Belle arti di Urbino. Ha partecipato a diverse mostre e ricevuto attestati e riconoscimenti.
La creatività dell’Artista si esprime attraverso le forze della natura, il contrasto tra materia grezza e lavorata, simmetria e squilibrio sono buoni cardini di lettura delle sue sculture.
La materia grezza viene lavorata, ma la sua bellezza intrinseca rimane comunque invariata. Ha realizzato il suo sogno, cioè quello di comporre, lavorare, intervenire con le sue mani sul legno, sul piombo, sul marmo, su ogni aspetto della natura che lo circonda. Si crea un rapporto profondo tra l’Artista e l’opera, un dialogo fatto di gesti e movimenti.

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